10 giorni in Argentina per il Patas Arriba: mi avete chiesto “Perchè?” e ve l’ho detto…ma ora ve lo scrivo.
Ad oggi non la vedo come un’esperienza “a parte”.
Ad oggi, proprio come dissi pubblicamente nel teatro “Asociacion Trabajadores del Estado”, non sono né uno psichiatra, né tanto meno uno psicologo.
Ma ad oggi, continuo a sentirmi un amico dell’ANPIS, che, coinvolto nell’esperienza del “Sottosopra” italiano, ha scelto di partecipare anche all’equivalente argentino.
E tutt’ora mi chiedo:”Come sarei potuto mancare?”.
Sarà forse una mia deformazione “di vita”, ma mi sento davvero molto vicino ai particolari temi affrontati nel quotidiano dagli operatori dell’ANPIS, dell’UNASAM e dell’ADESAM, i quali, lavorando laboriosamente per anni, hanno realizzato il “Patas Arriba” argentino.
Una manifestazione nata forse come una scommessa, poiché almeno sotto questo aspetto, l’Italia, rispetto all’Argentina, “è più aperta” a determinate azioni a favore della sanità mentale.
Ma in realtà, poiché sono estraneo a questi meccanismi, non so cosa ha indotto le persone che ho conosciuto a mettere in piedi un progetto che di sicuro è costato energie, notti insonni, denaro, un volo estenuante (anzi quattro!) e l’assunzione di responsabilità, come prendersi cura di malati psichiatrici in un luogo così lontano, fuori dall’ordinario.
Ed allora mi chiedo:”Ma chi glielo ha fatto fare a questa gente?”
E forse l’unica risposta plausibile che riesco a darmi è la stessa che dò a me stesso: una deformazione “di vita”, la stessa di cui sopra…
E sorrido poiché scopro che siamo in tanti ad avere dei valori proiettati, nel nostro piccolo, verso chi potrebbe avere bisogno del nostro aiuto…e viceversa.
Già, perché il Sottosopra, come il Patas Arriba è un dare, ma anche un grande ricevere: se non fosse stato così, dopo la mia prima esperienza a Palinuro nel 2007 in qualità di musicoterapeuta/giocoliere, avrei abbandonato l’ANPIS e tutte le persone che vi ruotano intorno.
Ed invece, sempre per arcani motivi che collegano con un filo invisibile persone di una determinata “qualità”, mi sono ritrovato a vivere a stretto contatto con la sanità mentale e con le realtà che ruotano intorno ad essa.
Mi è stato chiesto da una persona nota nell’ANPIS di scrivere poche righe in merito all’esperienza dei 10 giorni in Argentina…”Soltanto 10 giorni?” ho risposto…Già, perché per chi non lo sapesse, sono rimasto con gli amici dell’ADESAM per 2 mesi, seguendo progetti di musicoterapia attraverso il didjeridoo nelle strutture psichiatriche di Buenos Aires e provincia.
Le ho visitate tutte, anche più di una volta ed ancora non ho parole per descrivere le sottili impressioni che caratterizzano ciò che ho vissuto, sia nel buono, sia nel meno buono che contraddistingue quegli ambienti.
Ed allora, entusiasta comunque dell’esperienza, mi chiedo se ci sarà un altro Patas Arriba.
Ed allora, come sempre mi accade dopo esperienze di questo genere, dò il via nella mia mente a liberi pensieri carichi comunque di entusiasmo, fosse altro per le prese di coscienza che sia hanno di fronte ai disagi con i quali si entra in contatto. E so di essere fortunato, molto fortunato…
Essendo anche cooperante in Africa (Kenya, Tanzania ed in particolare in Uganda), credo di essere rodato a determinate emozioni, ma anche in questo caso, sento, anzi so, che l’Argentina mi ha donato molto, in tantissime sfaccettature che contraddistinguono la mia persona.
So di aver imparato molto e laddove è stato possibile, immagino anche di aver donato qualcosa di buono, ma non è tutto: non ostante le immancabili difficoltà, l’operato di ANPIS, ADESAM e UNASAM sta dando grandi risultati, fosse altro anche soltanto per il bel ricordo che ognuno di noi porta con sé di quest’esperienza.
In qualità di “amico” cercherò di poter essere sempre presente, anche perché ora ho davvero molti amici che voglio rivedere e con i quali desidero condividere le esperienze di vita.
Ringrazio sinceramente tutti coloro con i quali, anche soltanto per un istante, ho scambiato un sorriso, una stretta di mano o uno sguardo…
Auguro buon proseguo di vita a tutti.
Grazie.
Stefano Maria Crocelli
+39.329.5636642
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Interview @ Radio de las Madres de Plaza de Mayo – Dec. 2008
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